Erano quasi 500, una sera afosa di luglio, e alla fine gli hanno tributato un'ovazione da rockstar. Massimo Cacciari ha recitato Dante, i versi di "Paolo e Francesca", sulla terrazza del prestigioso Caesar Augustus e prima o poi avrebbe promesso in uno slancio di rara euforia, canterÓ "Luna Caprese". Per pochi intimi selezionati. Gli ultimi intellettuali che vivono barricati nelle ville bunker di Anacapri dove, tra una mostra, una pinacoteca e un concerto di bandoneon, applaudono Cacclari e piangono Costanzo, nel senso dell'ultimo sandalaro autoctono sfrattato dalla bottega storica del centro.