L'autore è Lawrence Osborne, viaggiatore narratore inglese trapiantato a NewYork, che nei suoi libri l'ultimo è dedicato a Bangkok racconta immagini e segreti di ogni angolo del mondo. La vetrina è Newsweek. L'argomento del reportage è Capri, che nel titolo è battezzata come «Isola dell'amore» e tale resta dalla prima all'ultima riga: dal piacere puro nei palazzi dell'impero romano all'outing di primo Novecento che ne fece una capitale gay, passando per le fascinazioni subite da celebri scrittori e i capricci di eccentrici miliardari «che qui potevano esorcizzare i loro demoni», per finire poi con l'innamoramento degli oc¬chi e del gusto, tra scogliere a picco sul mare e sapori mediterranei.

«Sul versante opposto dell'isola scrive Osborne nell'ultima pagina del reportage un altro posto che conservale atmosfere del passato è l'Hotel Caesar Augustus di Anacapri. Antica residenza di un principe russo, Emmanuel Bullack, si affaccia su una scogliera che guarda sul Vesuvio e su Napoli, proprio sotto Villa San Michele. E uno di quei tipici hotel italiani "cinque stelle lusso" (in italiano nel testo) che hanno come principale caratteristica la semplicità senza ostentazione. Dai balconi delle camere si possono vedere i falchi e le sfumature smeraldo di un mare che non dimentica la sua storia secolare. Nello splendido ristorante diretto da Giuseppe Restavi offriranno linguine al nero di seppia, frutti di mare, granchio reale, melenzane, fave e menta coltivate nell'orto dell'albergo, il tutto annaffiato da una bottiglia di Fiano di Avellino ben freddo».

Una gioia per il palato e non solo: «Nei grandi ristoranti metropolitani - sentenzia Osborne - non si arriva neanche vicino a questo livello di sensazione».
Ci si può lamentare per quello che Capri è diventata con il tempo, continua lo scrittore, e descrive «un'infinità di negozi di vasellame, outlet di biancheria intima per giovani rampanti, cartelli che pubblicizzano i sandali fatti a mano. Personalmente, però, non ho mai dato troppa importanza alle contaminazioni né al consumismo e nemmeno ai turisti russi che vanno in giro con la t shirt dei Black Sabbath. Qui la notte profuma ancora di mare e di pino. Nell'Hotel Caesar Augustus c'è una statua a grandezza naturale dell'imperatore, copia conforme - come spesso avviene - di quella ritrovata a Roma nella Villa Livia. Fu il principe Bullack a commissionarla. Capri è rimasta l'isola di Augusto e di Tiberio, ma per qualche verso ricorda anche l'India: e il suo passato pagano riemerge dai prati luminosi, dalle distese di papaveri, ciclamini e rosmarino selvatico».